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I METODI CONTRACCETTIVI ALTERNATIVI ALLA PILLOLA – LA SPIRALE

  • 15 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Quando si parla di contraccezione ormonale, escludendo quindi i metodi di barriera come il preservativo, si pensa automaticamente alla pillola, di cui abbiamo precedentemente approfondito tutti i benefici.

Tuttavia esistono altri validi alleati per la contraccezione femminile. Oggi parliamo di spirale medicata al progesterone. In passato, ne esisteva solo una al rame e si pensava fosse un metodo anticoncezionale da consigliare principalmente a chi avesse già avuto una gravidanza; l’attuale offerta commerciale comprende tipologie di dimensione più ridotta, in silicone medicale che possono essere proposte anche a ragazze giovani. La spirale è un piccolo dispositivo a forma di T, che viene posizionato dal ginecologo all’interno della cavità uterina e, grazie al rilascio dell’ormone solo progestinico, impedisce l’instaurarsi di una gravidanza, perché atrofizza l’endometrio senza inibire l’ovulazione, ed in più è un corpo estraneo all’interno dell’utero. E’ un metodo chiamato long active perché il suo effetto contraccettivo dura da tre a otto anni a seconda della tipologia di spirale ed è garantito dal lento rilascio del progesterone contenuto al suo interno.

Inoltre, contenendo esclusivamente progesterone evita tutti gli effetti collaterali tipici degli estrogeni e può essere valutato quindi anche da chi ha controindicazioni particolari legati agli estrogeni (emicrania con aura, obesità, pressione alta, ecc). Anche i possibili effetti collaterali del progesterone vengono molto diminuiti, dal momento che la spirale agisce esclusivamente sull’organo bersaglio: l’utero, limitando il fatto che l’ormone circoli come quando viene assunto per bocca o per via vaginale.


 
 
 

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