Coppie e malattie sessualmente trasmissibili

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Le malattie sessualmente trasmesse rientrano tra le patologie che possono essere contratte attraverso rapporti sessuali. In tal senso, i rapporti non devono essere necessariamente vaginali ma possono essere anche anali od orali; raramente, anche se non impossibile, la contaminazione può avvenire via petting. In linea generale, la trasmissione di queste malattie può avvenire attraverso il sangue e secrezioni sessuali. A questo primo gruppo è possibile ricondurre patologie quali HIV, gonorrea, sifilide, infezione da clamidia e micoplasma mentre, nel secondo, ritroviamo patologie quali condilomi, mollusco contagioso o herpes genitale, che si trasmettono tramite contatto cutaneo e che si manifestano tipicamente intorno alla zona genitale, intaccando talvolta anche le mucose. Per alcune di queste patologie l’utilizzo corretto del preservativo, senza pertanto la rottura o lo sfilarsi dello stesso, riduce sensibilmente la trasmissione delle stesse; in altri casi, invece, seppur fondamentale, non riesce a prevenire totalmente la contaminazione poiché le lesioni possono essere presenti non solo sull’organo genitale maa anche sulla cute e pertanto la trasmissione può avvenire, come detto, anche per contatto durante il rapporto o i preliminari.

Quando e se (!) il vostro partner vi comunica di essere venuto a conoscenza di avere una malattia sessualmente trasmissibile, è possibile che ne siate state a vostra volta contagiate. Anche se siete perfettamente asintomatiche, il primo consiglio è quello di rivolgervi ad uno specialista per un controllo accurato. Fate inoltre attenzione durante i rapporti con il partner ed usate protezioni. Allo stesso tempo, è in ogni caso fondamentale analizzare personalmente il proprio corpo, effettuando quindi un “auto-esame”, ciò poiché le lesioni potrebbero essere repertabili già alla vostra vista. Giova anche ricordare che, in caso di sospetto contagio, è importante eseguire un prelievo di sangue, specialmente per le patologie che sviluppano anticorpi (ad es. epatiti e sifilide). In tali casi è utile sottolineare che esiste un periodo chiamato “finestra” tra il momento dell’infezione e quello in cui gli esami rilevano la malattia, per cui è fondamentale la ripetizione dei test anche a distanza di circa 6 mesi.  Accertata la presenza di una malattia sessualmente trasmessa, è sempre consigliabile effettuare il test dell’HIV, ciò poiché tale ultima patologia comporta, se misconosciuta, una situazione di immunodepressione, che può portare le due realtà a coesistere.

Durante la visita ginecologica, lo specialista effettuerà un’attenta anamnesi, un esame obiettivo per l’eventuale individuazione di lesioni interne o esterne alle quali, se presenti, nella maggior parte dei casi, riesce già a dare un nome. Per sospetti di altre patologie che invece coinvolgano il collo uterino o la vagina, eseguirà specifici tamponi vaginali e/o cervicali che, in pochi giorni di analisi, sono in grado di individuare con certezza l’infezione. Infine, non trascurate mai la comunicazione che, a riguardo, vi viene fornita dal vostro partner sia attuale che pregresso e, ovviamente, anche voi siatene le prime promotrici della condivisone dell’informazione, una volta avutane la certezza.

Infine, per rassicurare il lettore, possiamo asserire che la maggior parte di queste patologie siano curabili e risolvibili con una terapia, che può essere antibiotica o prevedere l’eliminazione delle lesioni direttamente da parte dello specialista, come tipicamente avviene con i condilomi. In ogni caso è previsto un follow-up dopo qualche mese per valutare la remissione della patologia dopo la terapia. Alcune infezioni però possono purtroppo lasciare esiti per quanto riguarda la salute riproduttiva della donna e portare, se no curate o curate in ritardo, ad infertilità.

2018-12-29T20:59:02+00:0029 Dicembre 2018|

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