FAQ – Papilloma Virus: prevenzione e opzioni terapeutiche innovative

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Il tumore della cervice uterina, ad oggi, resta l’unica neoplasia che riconosce con certezza un virus (il papilloma virus) come fattore eziologico. La possibilità di prevenzione e cura è alta, soprattutto per le lesioni diagnosticate agli stadi iniziali di “pre-tumore” e, anche per questo motivo, la mortalità per il cancro del collo dell’utero sta notevolmente diminuendo negli ultimi anni. Lo screening del carcinoma della cervice uterina si effettua tramite pap test e HPV test. Ricordiamo quindi che il pap test indaga appunto, il collo dell’utero e le sue patologie, e non tutto il sistema riproduttivo femminile. Capita spesso infatti, purtroppo, di assistere pazienti convinte di aver eseguito un pap test e quindi indagato anche il benessere di utero e ovaie. Sebbene le più recenti linee guida propongano di effettuare un pap test ogni 3 anni in donne tra i 24 ed i 30 anni, mentre dopo i 30 anni un HPV test come unico screening ogni 5 anni, se negativo, l’esperienza e la facilità di propagazione negli ultimi anni di malattie sessualmente trasmesse tra cui appunto il papilloma virus, mi portano quasi sempre a consigliare, a donne sessualmente attive, l’esecuzione di un pap test annuale. La gestione clinica in seguito a risultato positivo passa sempre attraverso un follow up nel tempo (ogni 6 mesi) e spesso l’esecuzione di una colposcopia.

Per evitare di contrarre l’infezione da HPV i due modi principali sono l’uso corretto e costante del preservativo e la vaccinazione che, ad oggi, copre i 9 ceppi virali più oncogeni (in toto sono più di 100!). Una volta diagnosticata, invece, si può tentare di potenziare il tasso di clearance del virus, intervenendo sul sistema immunitario dell’ospite, sulla flora batterica vaginale (il microbiota), sul corretto grado di epitelizzazione del collo dell’utero e sull’eliminazione, se presente, del fumo di sigaretta. Tramite questi meccanismi infatti il virus può infatti essere sconfitto o almeno rimanere silente ed indolente per la paziente ospite. Le evidenze scientifiche attuali suggeriscono che la scorretta popolazione batterica cervico-vaginale giochi un ruolo importante per la persistenza del papilloma virus, così come le difese naturali anticorpali scarse. Lavoreremo quindi sul sensibilizzare la paziente a smettere di fumare, qualora lo facesse, e proporremo terapie immunostimolanti come composti a base di papaya fermentata altamente titolata e fermenti lattici vaginali, i famosi probiotici, per ripristinare il microbioma vaginale. Esistono, poi, anche dei gel vaginali, di recente commercializzazione, in grado di riepitelizzare correttamente il collo dell’utero e contemporaneamente attivare la risposta immunitaria locale.

Attuate sempre una corretta prevenzione annuale ed in caso di positività rivolgetevi tempestivamente al vostro ginecologo di fiducia per intraprendere un percorso di controlli seriati e terapie corrette. Con ottime indicazioni, l’eventuale lesione, nella maggior parte dei casi, tende a regredire spontaneamente e lasciare solo nel tempo un vago ricordo di sé.


INFO & PRENOTAZIONI
È possibile prenotare una visita ginecologica o un esame con la Dr.ssa Ambra Garretto attraverso i contatti qui sotto riportati:

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2019-07-22T13:21:21+00:0023 Gennaio 2019|Età Fertile, Informazioni Utili|