La sindrome premestruale: una realtà quasi sconosciuta

//La sindrome premestruale: una realtà quasi sconosciuta

La sindrome premestruale o PMS è definita come la ricorrenza di sintomi psicologici e fisici che si presentano in fase luteale del ciclo, ovvero la seconda parte del ciclo, circa una settimana prima dell’arrivo della mestruazione, e si risolvono con il ciclo stesso, in assenza di una patologia organica. Il numero di pazienti che riferisce questa sindrome è molto variabile, stimata dal 3 al 30%, e di solito, colpisce maggiormente le giovani donne tra i 20 ed i 35 anni. Il grado ed il tipo di sintomi della PMS può variare sensibilmente da persona a persona; li distinguiamo però dai comuni sintomi premestruali perché causano compromissione della vita quotidiana della donna. I sintomi più comunemente riportati al medico sono: irritabilità e labilità dell’umore, depressione, diminuzione di interessi e calo del piacere. La donna può tendere infatti, a piangere spesso, ad isolarsi dalla vita sociale, a manifestare ansia o scatti di rabbia o ad avere un rapporto non corretto con il cibo (es. abbuffate). Infine i sintomi fisici possono manifestarsi come gonfiore e tensione mammaria, sintomi seppur comuni a quasi tutte le donne in fase premestruale anche se più frequenti in quelle con diagnosi di PMS. Il perché alcune donne soffrano di PMS è ancora dibattuto ed in fase di studio; il principale fattore di rischio sembra essere la predisposizione genetica che si manifesta nel mancato adattamento, del proprio sistema nervoso centrale, ai cambiamenti ormonali. Sappiamo infatti che queste donne saranno anche più sensibili in altre fasi della vita che richiedono cambiamenti ormonali e quindi adattamenti, come ad esempio, il post partum e la perimenopausa.

La sintomatologia della sindrome premestruale è quindi fortemente correlata ai cicli ovulatori e pertanto la terapia deve necessariamente agire inibendo l’ovulazione. Il trattamento principale consiste nell’assunzione della pillola anticoncezionale estroprogestinica. Il regime standard di 21 giorni di assunzione con una settimana di pausa, sicuramente inizia ad apportare benefici, tranquillizzando la donna sull’eventualità di una gravidanza indesiderata e garantendole un ciclo mestruale da sospensione, ma può comportare effetti collaterali come dolore pelvico, mal di testa, gonfiore, dovuti al calo estrogenico nei 7 giorni di pausa. Il regime dei 24+4 o la pillola assunta in continuo, ovvero un blister a seguire l’altro senza interruzione, contribuisce al miglioramento della sintomatologia. Può essere valutato come terapia di prima impostazione o come “evoluzione” dopo fallimento del regime classico. Alle terapie mediche, negli ultimi anni, si stanno affiancando nuovi integratori a base di composti naturali come triptofano, zafferano, resveratrolo, magnesio, agnocasto, cimifuga, iperico, ecc, variamente combinati tra loro al fine di migliorare ad esempio il rilassamento, il tono dell’umore, la stanchezza e il drenaggio dei liquidi corporei.

Pertanto in caso riscontriate uno o più sintomi che possano farvi pensare a questa sindrome, non esitate a contattare il vostro ginecologo. L’impatto sulla qualità di vita può essere così forte che spesso le donne tendono a pensare di essere nel torto, di non riuscire a gestire da sole i sintomi o, peggio, di essere un caso isolato. Ed ancora più spesso vengono raramente capite e supportate da partners o amiche che tendono a sottovalutare, alimentando il disagio. Come detto, la soluzione può esserci, ed i vari presidi proposti, sebbene possano non risolvere del tutto, sicuramente funzionano attenuando la sintomatologia e donando alla donna una nuova qualità di vita.


INFO & PRENOTAZIONI
È possibile prenotare una visita ginecologica o un esame con la Dr.ssa Ambra Garretto attraverso i contatti qui sotto riportati:

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2019-01-29T20:56:17+00:0029 Gennaio 2019|Età Fertile|